Vivere in città, lavorare molte ore davanti a uno schermo e muoversi quotidianamente in ambienti ricchi di smog e luce artificiale espone la pelle a un tipo di stress ambientale che fino a pochi anni fa veniva considerato secondario. Oggi invece la ricerca dermatologica ha dimostrato che inquinamento atmosferico e luce blu rappresentano due fattori in grado di influenzare in modo significativo la salute cutanea. Polveri sottili, metalli pesanti, composti organici volatili e radiazioni della luce visibile ad alta energia contribuiscono alla formazione di radicali liberi, alterano la funzione barriera dell’epidermide e accelerano alcuni meccanismi alla base dell’invecchiamento cutaneo.
La pelle è infatti l’organo più direttamente esposto all’ambiente esterno e, per questo motivo, è particolarmente vulnerabile agli effetti dell’inquinamento urbano. Numerosi studi hanno dimostrato che il particolato atmosferico (PM), soprattutto quello di dimensioni inferiori a 2,5 micron, può depositarsi sulla superficie cutanea e favorire fenomeni di stress ossidativo.
Nel tempo questi processi possono contribuire alla comparsa di discromie, perdita di elasticità e invecchiamento precoce. Inoltre, alcune condizioni dermatologiche come acne e dermatite atopica possono risultare aggravate dalla presenza di inquinanti ambientali.
A questo scenario si aggiunge un altro elemento tipico della vita contemporanea: l’esposizione prolungata alla luce blu emessa da dispositivi elettronici come smartphone, tablet, computer e schermi LED. La luce blu appartiene alla banda della luce visibile ad alta energia (HEV, High Energy Visible) ed è presente sia nella luce solare sia nelle fonti artificiali. Diversi studi hanno evidenziato che dosi elevate di esposizione alla luce blu possono indurre la formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), contribuendo allo stress ossidativo cutaneo e a fenomeni di iperpigmentazione e fotoinvecchiamento. Alcune ricerche in vitro hanno inoltre osservato che l’esposizione alla luce blu può ridurre la vitalità cellulare e aumentare la produzione di radicali liberi nei cheratinociti.
In questo contesto la skincare quotidiana assume un ruolo fondamentale non solo per mantenere la pelle idratata, ma anche per proteggerla dagli stress ambientali a cui è esposta ogni giorno.
La detersione: il primo gesto anti-inquinamento
Il primo passo per contrastare l’impatto dell’inquinamento sulla pelle è una corretta detersione. Durante la giornata, infatti, smog, polveri sottili e residui ambientali tendono a depositarsi sulla superficie cutanea, aderendo allo strato corneo. Se non vengono rimossi in modo efficace possono favorire fenomeni di stress ossidativo e alterare la funzione barriera della pelle. Per questo motivo la detersione dovrebbe essere effettuata mattina e sera utilizzando prodotti delicati ma efficaci, in grado di eliminare impurità e residui senza compromettere l’equilibrio fisiologico della pelle. Una routine corretta prevede l’utilizzo di detergenti non aggressivi, come un latte detergente seguito eventualmente da un’acqua micellare, per rimuovere in modo completo le particelle depositate sulla superficie cutanea.
Stile di vita e protezione della pelle
Anche lo stile di vita gioca un ruolo importante nel mantenimento della salute cutanea. Una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura, una corretta idratazione e l’attività fisica regolare contribuiscono al benessere generale dell’organismo e della pelle. Evitare il fumo e l’abuso di alcol aiuta inoltre a ridurre ulteriori fonti di stress ossidativo. Tuttavia, quando si vive in contesti urbani talvolta queste buone abitudini da sole non sono sufficienti a neutralizzare completamente l’esposizione quotidiana agli agenti ambientali. Per questo motivo la cosmetologia moderna ha iniziato a sviluppare formulazioni specifiche in grado di contribuire a proteggere la pelle dagli effetti dello smog e della luce blu.
Skincare anti-pollution: come funziona
Un cosmetico pensato per supportare la pelle in caso di inquinamento dovrebbe contenere attivi con proprietà antiossidanti e protettive, capaci di contrastare la formazione di radicali liberi e di sostenere la funzione barriera dell’epidermide. Tra gli ingredienti più interessanti in questo ambito troviamo i peptidi estratti dai semi di moringa. Queste molecole sono note per la loro capacità di limitare l’adesione delle particelle inquinanti alla superficie cutanea e contribuire alla purificazione della pelle. L’azione è duplice: da un lato riducono l’accumulo di particolato sulla pelle, dall’altro aiutano a contrastare lo stress ossidativo indotto da smog, metalli pesanti e polveri sottili. Accanto a questa azione protettiva, è fondamentale sostenere l’integrità della barriera cutanea. Ingredienti come fosfolipidi e glucosamina contribuiscono a migliorare la compattezza della cute aiutando la pelle a difendersi meglio dagli agenti esterni.
Luce blu e stress ossidativo
Negli ultimi anni l’attenzione della ricerca cosmetologica si è concentrata anche sugli effetti della luce blu sulla pelle. Sebbene la quantità emessa dai dispositivi elettronici sia inferiore a quella proveniente dal sole, l’esposizione quotidiana e prolungata può contribuire a fenomeni di stress ossidativo. Studi sperimentali hanno mostrato che l’esposizione alla luce blu può aumentare la produzione di radicali liberi nelle cellule cutanee e ridurre la vitalità cellulare. Alcune molecole antiossidanti di origine vegetale si sono dimostrate particolarmente interessanti nel contrastare questi effetti. Tra queste spiccano i polifenoli dell’olivo, come idrossitirosolo e tirosolo, noti per la loro potente attività antiossidante. Questi composti possono essere ottenuti anche dalle acque vegetative derivanti dalla lavorazione delle olive, un sottoprodotto della produzione olearia che rappresenta una preziosa fonte di polifenoli. Attraverso processi di recupero e purificazione di acque di lavaggio è possibile estrarre queste molecole e utilizzarle in ambito cosmetico, contribuendo a modelli di produzione più sostenibile in un’ottica anti-spreco.
La risposta della ricerca cosmetologica: DERMAGENIA Daylife Crema Rigenerante
Per rispondere alle nuove esigenze della pelle esposta alla vita urbana, SKINIUS ha sviluppato DERMAGENIA Daylife Crema Rigenerante, uno scudo quotidiano pensato per proteggere la pelle durante la vita diurna e attiva, quando è maggiormente esposta agli inquinanti ambientali indoor e outdoor e alla luce blu emessa dagli schermi. La formula combina diversi approcci protettivi. I peptidi estratti dai semi di moringa contribuiscono a limitare l’adesione delle particelle inquinanti alla superficie cutanea e a creare un film protettivo invisibile che aiuta a difendere la pelle dagli agenti ambientali, anche dal fumo di sigaretta. La protezione dallo stress ossidativo indotto dalla luce blu è invece supportata dall’acqua vegetativa da olive, una materia prima ottenuta dalle acque reflue della spremitura a freddo delle olive provenienti da una filiera olearia siciliana. Da questo processo si ricavano idrossitirosolo e tirosolo, due potenti polifenoli con attività antiossidante. La formula è completata da un pool di zuccheri crono-idratanti, proteine idrolizzate del lievito, olio di oliva biologico e maggiorana, ingredienti che contribuiscono a sostenere l’idratazione cutanea e il benessere della pelle durante la giornata.
In un contesto in cui l’ambiente urbano espone la pelle a molteplici fattori di stress, la skincare non rappresenta più soltanto un gesto estetico ma diventa uno strumento di aiuto per la protezione quotidiana della cute. Inserire nella routine prodotti formulati per contrastare smog, luce blu e stress ossidativo significa aiutare la pelle a mantenere più a lungo equilibrio, luminosità e comfort. In presenza di patologie cutanee è sempre consigliabile rivolgersi al dermatologo, mentre per la scelta dei prodotti più adatti alla propria pelle il farmacista rappresenta un riferimento prezioso per ricevere un consiglio professionale e personalizzato.
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